Il post è stato aggiornato dopo la pubblicazione
Per favore provate ora il link con il video e ditemi se funziona!!!

Ciao a tutti,
prima di pubblicare gli altri video sul convegno di Volleyland aspetto vostre notizie per sapere se devo cercare soluzioni diverse o se i problemi di visione sono limitati a pochi utenti.
Nel frattempo pubblico nella categoria "I ricordi degli amici" un pezzo di Gabriella Mancini (nella foto in compagnia di Andriy Shevchenko), giornalista della Gazzetta dello Sport, che ho contattato quando ho pubblicato il vecchio articolo su Cantagalli (guarda QUI).
Ciao a tutti andrea zorzi
Cara Generazione di Fenomeni, è stato un tuffo nel passato rileggere sul blog l’intervista a Luca Cantagalli. Metà anni Novanta. Una vita fa. Io, che per anni ho vissuto a pane e pallavolo come telecronista su Telemontecarlo e sul settimanale specializzato, mi divertivo a intervistare i campioni, magari con domande diverse, sul tempo libero, sul carattere, sull’amore.
Ciao a tutti,
oggi è il turno della quarta e ultima parte dell'intervento di Raimondo Della Volpe.
Prima di lasciarvi alla lettura vi informo che ieri, insieme e Carmelo Pittera, abbiamo preparato una bozza dell'allenamento che faremo con la Nazionale Juniores a Volleyand il 2 di Marzo.
La bozza è stata inviata a tutti i Veterans (che per decisione CEV si chiameranno Masters) e a Luigi Schiavon, l'allenatore della Nazionale Juniores.
Appena riceverò gli eventuali suggerimenti e le variazioni necessarie, pubblicherò la versione definitiva.
P.S. io sarò assente per un paio di giorni quindi non ci saranno aggiornamenti dl blog da parte mia.
P.S. 2 per l'utente anonimo che ha lasciato il commento #6 12 Febbraio 2008 - 20:09 in questo post
Qui sotto ho fatto un copia incolla del commento.
mi fermo qui nella lettura di questo saggio - studio.
Mi sono talmente annoiato che sbadiglierò per giorni.
Un volgare foggio di banalità vestito con un forbito linguaggio.
La teoria della pallavolo è una cosa.
La pratica è tutt'altro.
Chi scrive per non essere compreso, non merita di essere letto
utente anonimo
Perchè invece di limitare la tua critica (legittima naturalmente) allo stile non sei sceso nei dettagli, esprimendo chiaramente i concetti che non condividi?
E se alcune parti ti sono oscure perchè scritte in modo troppo forbito (su questo sono d'accordo con te) chiedi delucidazioni a Raimondo, credo sia disposto a farlo e io lo pubblicherei volentieri a patto che sia scritto con un linguagggio più semplice e diretto.
... e ora buona lettura
Ciao a tutti andrea zorzi
Ciao a tutti,
scusate per il ritardo con cui pubblico la terza parte della tanto apprezzata analisi di Raimondo Della Volpe, ma in questi giorni tra i monti, non ho più trovato la connessione fortunata.
Quindi proseguiamo e buona lettura.
andrea zorzi

Ciao a tutti,
coloro che frequentano questo blog fin dall’inizio, hanno potuto leggere un post (ECCOLO QUI) di Andrea Bocconi, scrittore, psicoterapeuta, ex schermidore Campione d'Europa Sciabola di squadra Veterans nel 2006.
Qualche giorno fa è arrivata una sua mail che potete leggere qui sotto e, di seguito, le mie balzane idee sul “Bello della Pallavolo”.
Caro Andrea,
il bello dello sport veterano è che si può diventare Fenomeni. La maturità mentale fa sì che si possa migliorare il gesto.
Del resto un samurai voleva uccidersi perchè a 56 anni non riusciva più a migliorare nell'arte della spada. Decise di pregare nel tempio, di notte. Assorto in meditazione, percepì qualcosa e , sguainata la spada, affettò un nemico sopraggiunto da dietro.
Da allora, racconta lui, riprese a progredire, non solo nella spada, ma anche nella poesia e nella calligrafia.
Quindi non solo il piacere di rinverdire i trionfi, ma quello della crescita interiore.
Forse il suffisso DO (Via), si può applicare non solo alle arti marziali.
Onorevole Andrea san, complimenti per il vostro Volley-do.
un abbraccio Andrea
Ciao a tutti,
dopo qualche giorno di pausa (scrivere dopo Gian Marco Venturi è durissima!) colgo l'occasione per pubblicare una mail che ha spedito Roberto Ghiretti al nostro blog.
Roberto, come sempre, offre alcuni spunti molto interessanti, da valutare con attenzione, visto che si presentano come un invito a "diventare grandi"...
Ciao a tutti andrea zorzi
Ecco la mail:
bello sapervi in forma e sempre " vincenti" nell'animo e non.
Seguo con interesse le vostre vicende, cosi come quelle della pallavolo, a volte anche con un pizzico di ragionata malinconia che sa pero' sorridere e aprisi alle cose belle che il nostro sport produce e offre.
Pero' proprio perche siete una generazione di fenomeni, adesso, oltre a evoluzioni ancora di tasso elevato dal punto di vista atletico, potrebbe essere giunto il momento di evoluzioni anche strutturali.
Mi spiego meglio: tocca a voi per i prossimi 15 anni portare la pallavolo sempre piu avanti, proprio perche avete fatto si che il volley diventasse quello che è.
A voltarsi indietro pero' si può diventare statue di sale, e oggi c'è proprio il dovere-diritto di pensare a una linea sempre piu bella di sviluppo.
Difficile, forse non troppo possibile, ma entusiasmante per chi ha avuto la fortuna di vivere il passato e potra' scrivere il futuro: VOI.
Complimenti ancora, davvero e tanto forti a tutti , ma dopo la ricreazione viene sempre il momento dei compiti. Il vostro ora è ancora piu gravoso ....e non cedibile.
Una sfida...? Forse si, ma di quelle che vi hanno resi indimenticati e indimenticabili.
So che anche questa volta saprete non deludere .....
Grazie a tutti di avermi dato felicita' e competenza.
Roberto Ghiretti
Ciao a tutti,
sono felicissimo di pubblicare la mail di Jacopo Volpi.
Sono quello della frase, anzi quello del titolo generazione di fenomeni. Chissa' perche' mi venne in mente quello strillo, non preparavo mai niente prima delle telecronache. Anche se da lontano mi sono commosso ed emozionato a pensarvi in campo tutti insieme.
Guardo di rado indietro, ma questa e' una di quelle volte in cui lo faccio volentieri.
Secondo me poi, chi ha il coraggio di rimettersi in gioco fa sempre bene.
Bravi, festeggiate questa medaglia piu' e meglio delle altre, sara' un altro ricordo meraviglioso.
Anche senza telecronaca…
Un abbraccio a tutti
Jacopo
Ciao Jacopo e grazie ancora con il cuore da tutti noi
andrea zorzi
Ciao a tutti,
oggi pubblico il ricordo di Riccardo Pippi che è stato il Capitano della nostra nazionale Juniores (1965-1966) fino a quando il suo cuore bizzoso (parole sue che troverete nel pezzo) non lo ha costretto a lasciare il volley.
Ora è un imprenditore di successo, segue il volley per passione dopo aver collaborato con Modena e Perugia.
Ciao Riccardo e grazie per il tuo ricordo
andrea zorzi
Salve ragazzoni ,
sono Riccardo Pippi, ex Capitano di una buona fetta della Generazione di Fenomeni (in rigoroso ordine alfabetico Cantagalli, Galli, Gardini , Tofoli e Zorzi)
Ciao Carlo grazie per averci mandato il tuo saluto ma soprattutto per i tanti anni che abbiamo passato insieme.
andrea zorzi
"Lo spumante era diventata una tradizione. Cominciò nel giugno 1989. Prima spedizione azzurra di Julio Velasco. Lassù, in Norvegia, a Sola, vicino Stavanger. La sera tutti fuori dall'albergo, isolatissimo a guardare il tramonto che non tramontava (non vi spieghiamo perché) e i bunker tedeschi rimasti dalla seconda guerra mondiale. Ci eravamo portati dietro da casa due bottiglie di spumante. Tenute celate, i pallavolisti sono superstiziosi. Lo sapeva solo Libenzio Conti, anche lui esordiente da team manager della nazionale. Prima dell'ultima partita, chi si ricorda con chi, ho ancora presente solo l'arbitro, uno scozzese e tutti a chiedersi se in Scozia esistesse la pallavolo, Libenzio trova un frigo dove nasconde le bottiglie. Che compariranno a fine gara, a qualificazione conquistata per gli uropei. Sì, anche allora ci si doveva qualificare. Fu una sorpresa per gli azzurri. Le bottiglie, logico. Da lì partì l'abitudine. Ad ogni trasferta, ci portavamo dietro due-tre bottiglie si spumante rigorosamente italiano, no champagne. I giocatori lo sapevano, gradivano e festeggiavano.
Fu così a Stoccolma. A Rio de Janeiro. A Berlino aprimmo mestamente due bottiglie per festeggiare la sconfitta. Ricordo che Claudio Galli chiese arrabbiato: <Ma cosa abbiamo da festeggiare?>. Niente, ma è da bere.